Framura è comodamente raggiungibile sia in treno che in auto e possiede strutture attrezzate per ogni tipo di esigenza turistica. E' dotata di confortevoli alberghi e pensioni, spesso a conduzione familiare, dove e possibile gustare i piatti tipici della cucina del levante. Ai campeggi immersi nel verde, ombreggiati e silenziosi, oggi si sono diverse aziende agrituristiche che permettono agli amanti del trekking di trascorrere una vacanza a diretto contatto con la natura. Per chi vuole passeggiare sono a disposizione oltre 20 Km di sentieri che attraversano la zona protetta del Monte Serro, attrezzati con aree di sosta, cartelli informativi a carattere storico e naturalistico; inoltre in località Apicchi è stato allestito un orto botanico con una piccola raccolta di specie provenienti dai diversi ambienti del Monte Serro.
STORIA
Framura è un toponimo di un tipico aggregato ligure a nome collettivo che riassume in un'unica entità demografica cinque frazioni nettamente distinte fra loro (Anzo, Ravecca, Setta, Costa, Castagnola) che si estendono dal litorale sino a 300 metri s.l.m.
Le origini di Framura si possono far risalire ai primi insediamenti abitativi situati in località Monte Castellaro di Vigo dove sono stati trovati reperti romani e ceramiche liguri del III secolo a.C.. Un geografo greco minore del IV secolo a.C. cita "Antion" quale linea di confine tra Liguri ed Etruschi equidistante (a quattro giorni e quattro notti di navigazione) sia dalla foce del Rodano che dalla foce del Tevere. Le prime notizie documentate risalgono al 1128. Fino al 1285 Framura fece parte della podesteria di Passano e Lagneto e in quegli anni la frazione Costa ne era il centro amministrativo. Nel XV secolo Bracelli scriveva "...con Moneglia confina Framura chiamata oggi dai paesani per l'asprezza di colli Ferra Mula, quasi chi passa indi debba ferrare le mule e i cavalli...". Nel 1527 Agostino Giustiniani riprende questa curiosa interpretazione "...e con Moneglia confina Framula quasi ferra mula, per le vie che sono aspere e sassose, e è Framula luogo eminente e ha bon scalo, quasi come un porte, e comprende circa cento foghi, e visi manda ogni anno un Podestà, e le ville sue dalla parte di ponente sono Rovera con sei foghi, Setta con novanta, Costa dove è la pieve nominata San Martino con trentacinque foghi, Castagnera, Rovereto, Casella, Cella, Cugiarello, Casa di bronzi, la chiesa Votorera, Passano dove anticamente era una fortezza...e le ville del levante sono di la da un picol rivo San Pietro, Scarno e il Poggio, tutte e tre con quendici foghi, Ancio con venticinque...".
Considerando che un fogo corrispondeva a un nucleo familiare si vede come a distanza di 500 anni la popolazione e la sua distribuzione sul territorio sia rimasta pressoché immutata.
DA VEDERE
Un ideale percorso attraverso le emergenze storiche, artistiche e naturalistiche di Framura può partire dal litorale che è un susseguirsi di scogliere e di insenature, in una zona dove i basalti rossi a cuscini si incontrano con le brecce serpentinitiche bianco-verdastre. Si raggiunge Anzo che mantiene ancora oggi intatti i caratteri di una piccola località di villeggiatura genovese degli inizio del secolo. I gioielli ben conosciuti di Anzo sono la torre di guardia (sec XV) e la cappella di Santa Maria della Neve, oggi chiesa di Nostra Signora della Neve, piacevolmente decorata secondo il gusto neogotico dell'epoca; all'interno si conservano "Cristo alla Colonna" (olio su tela), databile intorno alla fine del XVI secolo che presenta caratteri Cambiaseschi e "Cristo e la Veronica" (sec. XVIII).
Passata la frazione Ravecca, dove il tipo edilizio medioevale è ancora presente nella sua purezza, merita anche un'occhiata la Cappella privata (Cappella farina) dedicata ai Santi Bernardo e Pasquale, con un piccolo altare rustico decorato da rozze protome in stucco, si raggiunge Setta con la grande Torre di Guardia (sec. XV) e la Cappella di San Rocco. La sua facciata decorata a tempera con elementi architettonici di gusto neoclassico (seconda metà del '700) è stata recentemente recuperata da un ottimo restauro. All'interno si conserva "Madonna con bambino fra San Rocco e San Nicola" (sec. XVII). Di fronte alla chiesa sul piazzale è stato posto in epoca recente un vigoroso bassorilievo marmoreo del secolo XVI raffigurante la resurrezione. La frazione Costa è la più rilevante dal punto di vista archeologico, storico, artistico. La torre di guardia di epoca carolingia (sec. IX) rappresenta uno degli esempi più tipici di architettura militare. Le pareti costruite a grandi blocchi irregolari sono particolarmente imponenti nella parte inferiore e nell'impianto di fondazione con volte a crociera nel piano inferiore, la pianta è quadrata a due piani rastremati. Tra il mille e il millecento alla torre fu addossata la Chiesa di San Martino di origine monastica (probabilmente S. Colombano di Bobbio), l'edificio orientato a levante, si presenta a pianta basilicale, triabsidato, con tre navate scandite da una serie di quattro rozzi pilastri a pianta rettangolare/ottagonale. La separazione della Chiesa dalla torre va attribuita alle trasformazioni che la chiesa ha subìto nel XV e XVI secolo. All'interno si conservano un pregevole pulpito in marmi policromi di età barocca che la tradizione popolare vuole essere stato scolpito per la Cattedrale di S. Lorenzo di Genova, uno dei capolavori di Bernardo Strozzi "Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Carlo Borromeo" e una vasca battesimale di marmo rosso di Levante di età romanica. Lasciata la frazione Costa lungo la provinciale che attraversa uno dei più bei boschi di castagni e lecci della zona, si raggiunge la frazione Castagnola dove nella Parrocchiale di San Lorenzo si può ammirare la "Deposizione" di Luca Cambiaso, capolavoro attribuito al periodo della maturità dell'artista. Accanto alla chiesa è stato allestito un Centro di Educazione Ambientale dotato di mezzi audiovisivi, di un piccolo museo zoologico, botanico e petrografico.
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